Museo di Storia Naturale di Venezia

Museo di Storia Naturale di Venezia

Esposizione

Raccogliere per stupire, raccogliere per studiare

Particolarmente interessante dal punto di vista museologico, questa sezione offre un singolare percorso che illustra l’evoluzione del collezionismo naturalistico, da raccolte costituite con finalità prevalentemente estetiche (raccogliere per stupire) alla raccolta e classificazione scientifica (raccogliere per studiare). E’ dedicata agli esploratori di ieri e di oggi, alle collezioni e ai Musei di Storia Naturale.

Esploratori veneziani

Ricche e suggestive, tre sale presentano le straordinarie collezioni di Giovanni Miani e Giuseppe De Reali, singolari figure di esploratori veneziani vissuti tra Ottocento e inizio Novecento, in un contesto culturale e storico particolare, tra positivismo e nascente colonialismo italiano.

La prima è dedicata a Giovanni Miani, esploratore dell’alto Nilo e poliedrico studioso, che donò alla città nel 1862 i materiali raccolti nella spedizione conclusa solo due anni prima. Essi ne costituiscono ancor oggi una delle collezioni più importanti, universalmente nota sia per lo studio dell’etnologia africana di metà Ottocento sia per il valore storico. L’allestimento ricostruisce l’originaria disposizione della sala, ricalcando sostanzialmente quella proposta dallo stesso Miani in un disegno autografo del 1865.

Le due sale successive sono dedicate alla collezione africana di Giuseppe De Reali, raccolta in 12 viaggi compiuti tra l’Africa settentrionale e sahariana ed equatoriale tra il 1898 e il 1929. Donata dagli eredi nel 1937, subito dopo la sua morte, la collezione venne riordinata in queste stesse sale secondo il modello espositivo voluto da De Reali per la sua villa di Dosson, la cui suggestione viene riproposta anche nel nuovo allestimento.

Segue una sala dedicata a Giancarlo Ligabue, grande esploratore e collezionista di oggi, profondamente legato al Museo. Vi sono esposti reperti archeologici appartenenti al Centro Studi e Ricerche Ligabue (CSRL) e relativi a diverse campagne di scavo. Uno spazio è inoltre riservato a una particolarissima, piccola collezione di “trofei”, costituiti da crani umani, variamente incisi o decorati, provenienti dalla Nuova Guinea.

Museo e scienza

La nascita dei musei naturalistici è collegata allo sviluppo delle esplorazioni geografiche e alla necessità di raccogliere, ordinare e studiare la straordinaria varietà di organismi e prodotti naturali già noti o che per la prima volta si presentavano agli occhi dell’uomo moderno.

Nella prima sala, ricavata nella torresella ovest, è suggestivamente ricostruita una Wunderkammer, ovvero la cinquecentesca Camera delle Meraviglie in cui si affollavano oggetti preziosi, rari, bizzarri, grotteschi o mostruosi, con lo scopo di stupire il visitatore, classificati in “Mirabilia”, “Artificialia” ,“Naturalia”.

La seconda sala, che si affaccia sul Canal Grande con grandi finestre vetrate, è dedicata alla nascita della museologia scientifica e, nel suo insieme, può ricordare un’esposizione ottocentesca.

Con l’avvento del metodo scientifico si passa infatti alla raccolta di reperti finalizzata alla classificazione, allo studio e all’interpretazione di fenomeni naturali. Fin dalla sua fondazione, il Museo ha costituito un esempio di questo genere di approccio. Le principali collezioni storiche del Museo (uccelli, pesci, minerali, preparati anatomici, reperti conservati in liquido, ecc.) sono qui esposte rievocando stili e canoni espositivi d’epoca, seguendo un criterio sistematico, in un unico lunghissimo e alto armadio-espositore in legno, suddiviso in vetrine a più piani, insieme alla strumentazione scientifica e alle pubblicazioni dei numerosi naturalisti che con il loro lavoro e le loro collezioni ne hanno arricchito il patrimonio.