Museo di Storia Naturale di Venezia

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Elenco specie

Charybdis lucifera

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Charybdis (Charybdis) lucifera (Fabricius, 1798) (Crustacea, Decapoda, Portunidae)

 

Crostaceo decapode di provenienza Indo-Pacifica, mai segnalato prima in Mediterraneo. L’individuo oggetto della presente nota costituisce la prima segnalazione per il Mediterraneo.

Descrizione
Carapace esagonale, liscio con microscopiche granulazioni; bordo posteriore curvo e regione cardiaca non distinta (non delimitata da linee). Margine anterolaterale con 6 denti di dimensioni pressoché uguali, il secondo dente infatti, che in alcune specie è più piccolo, ha le stesse dimensioni del primo o leggermente inferiori. Il primo dente è acuminato. Margine frontale con 6 denti rotondeggianti, i due centrali lievemente più grandi; bordo inferiore dell’orbita dentiforme. Chelipedi massicci; mero con 3 spine nel margine anteriore; carpo con una robusta spina aguzza sull’angolo interno e 3 spine non appuntite esternamente; propodio con 5 spine sulla superficie dorsale e superficie ventrale liscia, microscopicamente granulata. Propodio e dattilo robusti con bande parallele. Il quinto pereiopode presenta una spina appuntita esclusivamente sul mero, il margine posteriore del propodio è dentellato e il dattilo è di forma ovale. Il primo gonopodio è caratterizzato da setole sparse e da una “membrana” vicino all’apice; alla base è presente una piccola protuberanza.

Provenienza e diffusione in Mediterraneo
Fino ad ora questa specie (Charybdis lucifera) non era mai stata segnalata nel Mediterraneo, a differenza della specie Charybdis hellerii (Milne Edwards, 1867) che invece è comparsa nel nostro mare già a partire dal 1929 dove è stata riscontrata in Palestina, successivamente in Egitto, nel sud della Turchia, in Libano e in Siria (Galil et al., 2002). Charybdis lucifera e Charybdis hellerii sono due specie apparentemente simili, entrambe infatti possiedono 6 denti anterolaterali, 6 frontali, carapace esagonale e chelipedi robusti e spinosi; possono tuttavia essere distinte grazie ad alcuni caratteri diagnostici. C. hellerii ha 6 denti frontali appuntiti (non tondeggianti), linee granulate nelle regioni frontale, protogastrica, mesogastrica e branchiale e la presenza di una grossa spina acuminata sul carpo del quinto pereiopode (Stephenson, 1972). La distribuzione di questa specie oggetto della segnalazione va dall’India al Giappone (Stephenson et al., 1957), sono però sconosciuti i meccanismi di trasporto e le cause della sua introduzione. Molto probabilmente, a causa del traffico marittimo sempre più intenso, potrebbe essere stata introdotta involontariamente mediante trasporto passivo delle larve planctoniche in ballast water. Il ritrovamento di questo solo esemplare rappresenta un singolo caso isolato, pertanto fa supporre che la specie non si sia ancora acclimatata nelle nostre acque. Considerata la sempre maggior presenza di specie alloctone nel nostro territorio, si rendono necessarie ulteriori ricerche sulla distribuzione e acclimatazione di queste specie.

Bibliografia
Galil B., Froglia C., Noël P., 2002. CIESM Atlas of Exotic Species in the Mediterranean Vol. 2. Crustaceans: decapods and stomatopods [F. Briand, Ed.] 192 pp. CIESM Publishers, Monaco.
Stephenson W., Hudson J.J., Campbell B., 1957. The Australian Portunids (Crustacea; Portunidae). II The genus Charybdis. Australian Journal of Marine and Freshwater Research, 8 (4): 491-507.
Stephenson W., 1972. An annotated check list and key to the Indo-West-Pacific swimming crabs (Crustacea: Decapoda: Portunidae). Bulletin of the Royal Society of New Zeland, 10: 1-64.

Scarica Charybdis lucifera (PDF 2,02 MB) >>>

 

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