Museo di Storia Naturale di Venezia

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Elenco specie

Mola mola

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Mola mola
(Linnaeus, 1758) (Actinopterygii, Tetraodontiformes, Molidae)

Foto Adriano Penco

Il pesce luna (Mola mola) è uno dei più famosi e conosciuti pesci marini. Può raggiungere 3 metri di lunghezza e 2 tonnellate di peso, ed è quindi fra i pesci ossei la specie che può raggiungere il peso maggiore.  Appartiene alla omonima famiglia Molidae, che conta tre generi per un totale di sole 5 specie riconosciute.


Descrizione

Il suo inconfondibile aspetto semicircolare, appiattito sui fianchi ed allungato verticalmente con l’inserzione delle due grandi pinne dorsale e anale ne conferiscono un profilo assolutamente caratteristico ed unico, anche se in realtà cambia sensibilmente con l’età ed il sesso. La coda e tutta la parte posteriore del pesce è troncata e termina posteriormente con una pinna a ventaglio chiamata clavus, più sviluppata nei maschi.  La regressione della pinna codale e dei muscoli laterali con la conseguente perdita delle funzione propulsiva ha portato ad una forte muscolarizzazione delle due pinne verticali, che l’animale muove in modo sincrono in un lento movimento simile a quello delle ali degli uccelli, permettendogli di scivolare lentamente in un nuoto simile ad un “volo subacqueo”. Il muso, più allungato nei maschi, porta una bocca relativamente piccola, dotata come in tutti i tetraodontiformi di una sorta di becco costituito da due placche frutto della fusione, completa solo nei Molidae, delle originarie 4 strutture dentarie. Gli occhi relativamente grandi sono dotati di una grande pupilla e rimangono quasi completamente incassati nel corpo dell’animale. Le pinne pettorali sono relativamente piccole e sono inserite subito sotto il margine inferiore dell’apertura branchiale, piccola ed ovale. Pur non essendo dotato di vescica natatoria l’assetto idrostatico di questo pesce risulta pressocchè neutro. La pelle, priva di squame, è resa ruvida dalla presenza di microscopiche spinule, mentre lo scheletro è in parte cartilagineo. Il colore è grigio argenteo sui fianchi, bruno sul dorso.

Foto di giovane esemplare di pesce luna (ca. 1,5 m) che nuota poco sotto la superficie a 600 m dalla costa di Bibione, il 25 aprile 2018. Foto Nicola De Lorenzi


Provenienza e diffusione

Specie spesso gregaria da giovane, compie irregolari migrazioni probabilmente conseguenti agli spostamenti o fioriture degli organismi del megaplancton di cui si nutre prevalentemente (come meduse, salpe, ctenofori) in tutte le acque temperate e tropicali del globo. Specie pelagica cosmopolita è infatti diffuso in tutto il Mediterraneo, Nord e Sud Atlantico,  Golfo del Messico, Est ed Ovest Pacifico.

Negli ultimi anni le segnalazioni di questo grande pesce al largo delle nostre coste sembrano in aumento, ed anche l’entrata occasionale in laguna di Venezia è stata ormai registrata più volte (negli anni 2010, 2013, 2016). Una maggior tutela, una generale più diffusa attenzione e rispetto per l’ambiente unite forse al recente proliferare in modo talvolta massivo di molte forme di megaplancton (come la medusa Rhizostoma pulmo e lo ctenoforo Mnemiopsis leidyi) possono aver favorito la ricomparsa di questo grande pesce, che nonostante le dimensioni e la lentezza, possiede grandi capacità di crescita e spostamento.

 

Ecologia e biologia 

Il pesce luna è molto prolifico. Una femmina adulta può portare oltre 300 milioni di piccole uova semitrasparenti che liberate in mare sviluppano minuscole larve completamente diverse dall’adulto. Le larve di Mola mola presentano infatti due successive metamorfosi, una prima fase (tetraodontiforme) lunga appena 2 mm e una successiva (ostracioniforme) lunga solo mezzo centimetro, da cui si originerà finalmente la prima forma simile ad un pesce, di soli 10 mm, tuttavia  ancora molto diversa dall’adulto.

Nonostante si nutra sostanzialmente di organismi costituiti per la maggior parte da acqua e quindi con capacità nutrizionali molto basse (anche se vi sono alcuni dubbi sul fatto che la sua dieta sia esclusivamente legata al plancton gelatinoso), questa specie è quella che presenta la maggiore velocità di crescita fra i pesci ossei, riuscendo a raggiungere (in cattività) i 400 kg di peso in 15 mesi, con un tasso di crescita superiore ai 0,8 Kg/giorno.

Questo eccezionale tasso di crescita sembra facilitato dallo scheletro in buona parte cartilagineo e dalla scarsa consistenza dei tessuti, inconsistenti e gelatinosi.

Pur essendo in grado di seguire in profondità le migrazioni delle sue prede, il pesce luna nuota spesso in prossimità della superficie, dove trova abbondate cibo e dove viene quindi facilmente osservato anche quasi immobile, talvolta in posizione orizzontale, con un fianco parallelo al pelo dell’acqua.

 

Note storiche 

Disegno di esemplare giovane di pesce luna catturato in laguna di Venezia. Disegno di Stefano Chiereghin (1818)

Questa specie è nota da epoca storica per l’Adriatico e per il Golfo di Venezia, dove è stato studiato dal Nardo e dove il Chiereghin lo riporta come relativamente frequente “… Abita questo il nostro golfo e non è né pur fra noi di quei Pesci, che venghino pescati di rado”. Ne riporta quindi la cattura di un esemplare del peso di “libbre 400 e ottantatre grosse venete” nel mese di agosto del 1797, quale esemplare più grande fra quelli mai veduti dai pescatori. Ne raffigura poi un altro esemplare del peso di sole “68 libbre” catturato in laguna, nel canale del Poco Pesce, nei pressi di Chioggia.  Interessanti anche le note dell’autore in relazione all’aspetto:  “La superficie di questo pesce trovasi tutta coperta d’una grossetta pelle come cuojo […] e tutta seminata di piccioli ossei tubercoletti, che la rendono molto aspra toccandola, quantunque sia sempre sparsa per ogni dove da un umor assae viscoso e lubrico.”  E ancora: “[…] la carne di questo pesce non è buona da mangiare per essere disgustosa, e d’un odore nauseante, e di più anche perchè  possiede una viscosità, la quale con qualsivoglia conditura non la si può mai levare.”

Chiereghin riporta infine un’interessante interpretazione dell’origine del nome  e come i pescatori ne avessero osservato il comportamento così confidente:

 “I nostri pescatori asseriscono d’essere questo (pesce) poco atto al nuoto, ma di sprofondarsi con destrezza nell’acqua […] d’avere il costume di starsene cheto senza muoversi a galla della superficie del mare appoggiato ad uno dei suoi lati; di non consepir tema, trovandosi in tal positura, nel vedergli passar da vicino una qualche barca, ma soltanto sprofondarsi ben tosto quando essa urtare lo può; e nelle notti oscure trovandosi il suddetto a riposare […] di farsi vedere da lontano, perché traluce un chiarore come se vi riflettesse l’immagine della Luna; epperciò Eglino lo chiamano Pesce Luna.

Bibliografia

CHIEREGHIN S., 1818. Storia naturale degli animali che abitano le Lagune e il Golfo di Venezia. Manoscritto conservato nella Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia.

FRASER-BRUNNER A., 1951. The Ocean Sunfishes (Family Molidae), vol. 1. The British Museum (Natural History)

NAKATSUBO T., HIROSE H., 2007. Growth of captive ocean sunfish, Mola mola. Suisan Zoshoku, 55:403–7.

NARDO G.D., 1840. Considerazioni sulla famiglia dei pesci Mola, e sui caratteri che li distinguono. Annali delle scienze del regno Lombardo veneto. Bimestre III-IV, parte I :105-112.

POWELL D.C., 2001 – A fascination for fish: adventures of an underwater pioneer 2. University of California Press. Berkeley.

POPE E., HAYS G., THYS T., DOYLE T., SIMS D., QUEIROZ N., HOBSON V., KUBICEK L., HOUGHTON JR., 2010. The biology and ecology of the ocean sunfish Mola mola: a review of current knowledge and future research perspectives. Reviews in Fish Biology and Fisheries. , 20(4):471–487.

TORTONESE E., 1975. Fauna d’ Italia – Osteichthyes, IX (2): 636 pp.

WHITEHEAD P.J.P., Bauchot M.L., Hureau J.C., Nielsen J., Tortonese E., 1984. Fishes of the North-eastern Atlantic and the Mediterranean. UNESCO, III:1015-1473.

Autore : Luca Mizzan

Ultimo aggiornamento: 24/05/2018

 

Si prega di citare come:

MIZZAN L., 2018. Pesce luna, Mola mola (Linnaeus, 1758). Vers. 2018-05-24.  www.msn.visitmuve.it

 

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