Museo di Storia Naturale di Venezia

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Ctenofori nelle nostre spiagge

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Agosto 2016

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Da alcune settimane lungo le nostre spiagge, quando l’acqua è calma e ferma, è possibile notare alcuni piccoli animali molto trasparenti. Sono apparentemente simili a piccole meduse, ma osservandoli con attenzione si può però notare che non hanno tentacoli esterni e non nuotano contraendo ritmicamente il corpo. Si muovono grazie al battito coordinato di microscopiche ciglia fuse in pettini, chiamati cteni, disposti in serie successive e numerosissime su 8 bande longitudinali che attraversano il corpo. Al battere ritmico degli cteni, possono apparire iridescenti creando quell’istantaneo effetto di balenio spesso avvertibile.

Questo gruppo di animali si chiama Ctenofori, dal greco ktenos “pettine” e phoros “che porta”, e sono comunemente conosciuti come “noci di mare”. Gli ctenofori non possiedono le cellule urticanti tipiche di meduse e anemoni e sono quindi completamente innocui per l’uomo. Esclusivamente marini, la maggior parte degli Ctenofori sono pelagici, non si aggregano mai in colonie e sono ermafroditi. Di dimensioni e forme variabili se ne conoscono attualmente oltre 100 specie diffuse dalla superficie alle profondità degli oceani. Hanno un’incredibile capacità rigenerativa essendo in grado di far ricrescere qualunque parte mancante, addirittura fino alla metà del corpo.

Grazie alla loro luminescenza sono noti da diversi secoli ai navigatori che li osservavano facilmente dalle navi, tanto che il primo disegno sicuramente attribuibile ad uno Ctenoforo è proprio di un medico di bordo di un vascello, nonché naturalista, che li raffigurò nel 1671.

La specie comparsa in questi giorni lungo le M_leidyi_1_lownostre coste, in laguna e nei canali della città (ne abbiamo osservato qualcuno perfino nel Rio del Megio, a lato del nostro Museo) è Mnemiopsis leidyi, ctenoforo dal corpo trasparente che può raggiungere  i 5-10 cm. Pur relativamente piccolo è un vorace predatore che si nutre di zooplancton, uova e piccole larve di pesci. Questa specie è di origine Atlantica ma è recentemente divenuta una specie invasiva sopportando ampie variazioni di salinità e temperatura. Alla fine degli anni ’80 del secolo scorso è comparsa in Mar Nero dove, in seguito ad alcune esplosioni demografiche, ha creato gravi danni alle risorse alieutiche locali predando le forme larvali di numerose specie ittiche. Per quanto ci è noto si tratta della prima segnalazione di questa specie per le coste del veneziano ma la sua diffusione, pur talvolta notevole, per ora non sembra presentare caratteristiche invasive capaci di creare problemi significativi all’ecosistema locale.

Continueremo comunque a seguire con attenzione il ciclo di questa ennesima “new entry” lungo le nostre coste che dovrebbe tuttavia scomparire con l’autunno.  Per ora, se volete, potete divertirvi a cercare di individuare questi antichissimi ed affascinanti animali che sembrano piccole astronavi di cristallo che volano silenziose nell’acqua verde, fra bagliori iridescenti.

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Per maggiori dettagli e per segnalarci la presenza e diffusione di questa specie scrivi a:
Luca Mizzan – Museo di Storia Naturale di Venezia
email: luca.mizzan@fmcvenezia.it
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Per approfondimenti

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Noci di mare in Laguna di Venezia – settembre 2016 >

Noci di mare (Mnemiopsis leidyi) in Laguna di Venezia >

 

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