Museo di Storia Naturale di Venezia

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Elenco specie

Scleroderma

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Sclerodermus domesticus Klug, 1809 (Insecta, Hymenoptera, Bethylidae)

Sclerodermus domesticus Klug, 1809 è un insetto appartenente all’ordine degli imenotteri, famiglia Betilidi (Hymenoptera Bethylidae). Ricorda a prima vista una piccola formica, stretta ed allungata, lunga circa 3-4 mm.

Le femmine sono prive di ali mentre i maschi sono alati ma così rari da far presumere che la riproduzione avvenga normalmente per partenogenesi, cioè che le femmine si autoriproducano, generando solo femmine.

Lo Scleroderma è un parassita di larve d’insetti che vivono nel legno, in particolare dei comuni tarli dei mobili, ed è molto comune nelle case di Venezia, un po’ meno a Mestre e al Lido.

La femmina penetra nelle gallerie scavate dai tarli nel legno di vecchi mobili, o di travature del tetto, punge le larve con il pungiglione situato all’estremità dell’addome, paralizzandole con il veleno, e vi deposita sopra le uova: le sue larve neonate troveranno così nella larva paralizzata una facile fonte di cibo.

Le larve, raggiunta la maturità, si rinchiudono in piccoli bozzoli, dai quali usciranno gli adulti dello Scleroderma. Il riscaldamento invernale degli appartamenti gli consente di moltiplicarsi facilmente.

La femmina, nelle sue peregrinazioni per trovare un foro di tarlo dove deporre le uova, percorre le pareti delle stanze e si può trovare sulle tende, sulle lenzuola, sulle stoffe. In mancanza delle prede abituali, le femmine possono pungere l’uomo, sia di giorno che di notte, di solito ripetutamente (in un caso sono state riscontrate ben 48 punture!), sugli arti, sul petto e sulla schiena. A Venezia pungono soprattutto nel periodo primaverile-estivo: sulla base di una ricca casistica, le prime segnalazioni di punture all’uomo avvengono a febbraio e proseguono sino a settembre inoltrato; la massima attività è in aprile-maggio.

La puntura provoca papule alquanto indurite, rossastre, piuttosto grandi e pruriginose, persistenti (di norma almeno 8-10 giorni). Il quadro clinico è quello di una dermatite papulosa, la cui reale causa non sempre è riconosciuta dal medico. In caso di ipersensibilità al veleno, o di elevato numero di punture sullo stesso individuo, possono manifestarsi anche orticaria, febbre, malessere generale, che in genere regrediscono spontaneamente in un paio di giorni.

Come combattere lo Scleroderma? L’unica soluzione è quella di eliminare i tarli dall’abitazione, facendo fumigare i mobili tarlati con piretro (o con insetticidi più potenti ma anche più pericolosi per la salute umana), e soprattutto chiudendo pazientemente i buchi dei tarli con cera, dopo avervi iniettato un insetticida specifico per insetti del legno.

Bibliografia:

GIORDANI SOIKA A., 1932 – Nota su Scleroderma domesticum Kieff. (Hym. Bethilidae). Boll. Mus. civ. St. Nat. Venezia 1 (1) 1932: 14-18.

CHIAPPINI E., LIOTTA G., REGUZZI M.C., BATTISTI A., 2001 – Insetti e restauro. Calderini Edagricole, Bologna, 260 pp.

BOTTINI S., VERALDI S., SUSS L., 2004 – Dermatite da Sclerodermus domesticus. Atti del Meeting Incontri Dermatologici, 18 (1): 7. Edizioni Grafiche Mazzucchelli, Seguro di Settimo Milanese (MI).

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